
In breve
Anna e Luca, fratello e sorella di 12 e 8 anni, partono da Milano insieme alla zia Camilla, astrofisica, per raggiungere Piombino e passare lì il weekend. Il viaggio diventa l’occasione per la zia di parlare del suo affascinante lavoro… Nell’anno dedicato all’astronomia, un libro che la racconta…dal finestrino di un’automobile. Illustrazioni di Ilaria Faccioli.
Il libro
Anna e Luca, fratello e sorella di 12 e 8 anni, partono da Milano insieme alla zia Camilla, astrofisica, per raggiungere Piombino e passare lì il weekend.
Il viaggio diventa l’occasione per la zia di parlare del suo affascinante lavoro, e mentre il sole tramonta e nel cielo appaiono le prime stelle la conversazione si accende. È un continuo botta e risposta su ciò che via via appare sulle loro teste: il sole, le altre stelle, le galassie, l’universo, il sistema solare…
L’ultimo tratto prima di arrivare a destinazione viene scandito in tappe che simulano la stessa distanza da Piombino dei pianeti dal sole e, mentre la zia racconta, i bambini hanno ancora di più l’impressione di viaggiare nel sistema solare. è l’alba, quando esausti e divertiti vedono sorgere il sole nella grande piazza di Piombino
Il tema di questo libro è "l'empatia estetica", un costrutto teorico che ha avuto uno sviluppo rigoglioso fra Ottocento e Novecento, e che oggi, grazie ai neuroni specchio ("le cellule del cervello più famose di tutte"), è ritornato di grande attualità. Così, per il fascino del prefisso "neuro", l'empatia si è imposta come un fatto scientifico incontrovertibile. Ma lo è? La gioia e la tristezza sono passioni invisibili? La leggerezza e la pesantezza sono qualità dell'oggetto o del soggetto? Passioni e qualità espressive le percepiamo o le empatizziamo? I neuroni specchio sono il correlato neuronale dell'empatia? Quel che senti si incarna nel tuo corpo o nel mio cervello? Sono queste le domande brucianti alle quali l'autrice dà qui risposte limpidamente argomentate.
Come impara a leggere il nostro cervello da primate? Esistono metodi di lettura migliori di altri? E poi, utilizziamo le stesse aree corticali quando leggiamo l'italiano, l'arabo o il cinese? Stanislas Dehaene ci mostra come per rispondere a tali domande occorra dar vita a una scienza della lettura del tutto nuova, in grado di combinare quello che le neuroimmagini ci dicono sui circuiti corticali sottesi all'elaborazione di grafemi e fonemi con quello che la psicologia ci insegna sui meccanismi cognitivi legati all'arte del leggere. Veniamo così a sapere che nel corso dell'acquisizione della lettura i nostri circuiti corticali originariamente destinati al riconoscimento degli oggetti si sono "riciclati" per decifrare caratteri dalle più diverse dimensioni e fogge e che questa conversione è stata lenta, parziale e non priva di difficoltà, come mostrano i ripetuti scacchi cui vanno incontro i bambini (e non solo...). Tale scienza della lettura, però, ha un valore non solo teorico, ma anche pratico, in vista soprattutto di una nuova pedagogia capace di introdurre nel variegato mondo della scuola le conquiste più recenti delle neuroscienze.
Edizione italiana a cura di
Edoardo Boncinelli
Il libro
La morte non è più quella di un tempo. Si arriva spesso a una vecchiaia estrema e innovazioni tecnologiche come le interfacce elettroniche suggeriscono un modo nuovo di sopravvivere alla morte.
Eccezionalmente aggiornato dal punto di vista scientifico, senza dimenticare il versante poetico e mitologico, questo è un libro su tutti gli aspetti dell’invecchiamento e della morte. Ognuno potrà trovarvi quello a cui è più interessato, dal mito di Aurora e Titone ai meccanismi dell’invecchiamento cellulare, dalla saga di Gilgamesh alle ragioni dell’incredibile allungamento della vita che stiamo tutti vivendo.
L'autore
Guy Brown dirige un gruppo di ricerca che, presso l’Università di Cambridge, in Gran Bretagna, studia la morte cellulare e i suoi rapporti con le patologie cerebrali e cardiache e con il cancro.
Chi possiede il passato? Come si leggono le ossa antiche? E cosa ci dicono sulle nostre origini i manufatti, il polline e il DNA dell'era glaciale? Usando tecniche sempre più raffinate, gli scienziati riescono a ricostruire gli ambienti del passato profondo e i primi esseri umani che li abitavano. "I lettori di ossa" esamina i fatti e i miti sull'arrivo dei primi uomini in Australia, spiega come il DNA degli attuali Aborigeni australiani getti luce sulle loro origini, guida alla scoperta dei misteriosi hobbit indonesiani e indaga su chi o cosa ha sterminato i marsupiali giganti dell'Australia. Dalle scoperte della paleoantropologia australiana il panorama si amplia quindi ai dibattiti sulla misteriosa fine dei Neanderthal, sull'evoluzione e sulla diffusione della specie umana nei diversi continenti. Come spesso accade, su molti di questi temi gli scienziati sono divisi: "I lettori di ossa" presenta un mondo di coloriti personaggi, impegnati in discussioni appassionate, che comprendono anche ipotesi veramente bizzarre. Questo libro chiarisce le idee a chi è incuriosito dalle ipotesi, spesso in contrasto tra loro, sul passato profondo della preistoria e spiega in modo accessibile le basi scientifiche delle più recenti metodologie di indagine e di datazione.
«Un saggio molto piacevole su quanto la casualità regoli la nostra vita.»
— Stephen Hawking
Dalle aule dei tribunali ai tavoli della roulette, dai quiz
televisivi al destino degli ebrei nel ghetto di Varsavia: ogni
evento della storia e delle nostre vite è segnato dal caso,
eppure la maggioranza delle persone non lo comprende
né ci riflette sopra. Nel suo bestseller Il cigno nero, Nassim
Taleb aveva mostrato che eventi isolati e imprevedibili
possono avere conseguenze inattese; nella Passeggiata
dell’ubriaco, Leonard Mlodinow illustra come quegli eventi
rispondano alle leggi fondamentali della probabilità, e ci
insegna a prendere le decisioni più razionali anche nei
contesti segnati da incertezze e dubbi.
«Lo studio dei meccanismi della casualità ci ha spinti a pensare in modo nuovo alla realtà che ci circonda, agli eventi delle nostre vite, all’Universo. Sono felice che Leonard Mlodinow abbia illustrato autorevolmente questa branca fondamentale della matematica.»
— Stephen Hawking
«Mlodinow scrive con uno stile brioso e coinvolgente, mescolando enigmi probabilistici e ritratti storici dei grandi scienziati… Il risultato è un affascinante corso accelerato sulla casualità.»
— The New York Times Book Review
Alla fine degli anni Settanta, un aspirante attore si guadagnava da vivere come barista a Manhattan: per anni dormì in una topaia sulla Cinquantanovesima, collezionando misere comparsate in spot televisivi. Poi, un giorno d’estate del 1984, andò a Los Angeles per assistere alle Olimpiadi e, per puro caso, incontrò un agente che gli propose un provino per un telefilm. Fece l’audizione e ottenne il ruolo. L’attore si chiamava Bruce Willis, e così iniziò la sua carriera.
A ciascuno di noi, guardandoci indietro, capita di pensare che le cose sarebbero andate diversamente se non fosse stato per decisioni prese d’impulso, persone incontrate per caso, opportunità professionali inaspettate. Il nostro successo nel lavoro, negli investimenti, nelle decisioni importanti e meno importanti di ogni giorno dipende in parte da abilità innate, competenze e impegno, ma in parte anche da fattori casuali e quindi incontrollabili. Non vuol dire che il talento non sia importante, ma il legame tra le nostre azioni e i risultati che otteniamo non è diretto come ci piace credere che sia.
La nostra mente ci induce spesso in errore: dai tecnici di laboratorio alle prese con i «falsi positivi» negli esami medici, fino agli esperti di calcolo probabilistico chiamati a deporre in tribunale, tutti usiamo l’immaginazione e l’intuito per colmare le lacune nei dati a nostra disposizione, imbocchiamo scorciatoie, crediamo di intravedere schemi ricorrenti e regolarità significative dove non ce ne sono, e giungiamo a conclusioni affrettate sulla base di informazioni incerte e incomplete.
Saper compiere scelte sagge di fronte all’incertezza è una dote rara, ma come ogni dote può essere affinata con l’esperienza. Ci sono voluti molti secoli, ma la scienza ha imparato a guardare oltre l’apparenza di ordine e a riconoscere la casualità nascosta nella natura e nella vita quotidiana. In questo saggio brillante e accessibile, il grande fisico Leonard Mlodinow ci accompagna in un viaggio nel mondo del caso e della probabilità che ci farà guardare alla realtà con occhi nuovi.
Stringhe, brane, dimensioni nascoste, universi multipli... La fantasia della fisica del ventunesimo secolo sembra senza limiti. Uno dei suoi interpreti più brillanti è il fisico di Stanford Leonard Susskind. Nel suo recente Il Paesaggio cosmico descriveva la prospettiva vertiginosa di una moltitudine di differenti universi, nicchie di un inimmaginabile multiverso, o «paesaggio», ciascuna governata da specifiche leggi fisiche: per caso, una era adatta a ospitarci. In questo nuovo libro il cosmo di Susskind diventa ancora più bizzarro. Con la loro capacità di fagocitare qualunque cosa, i buchi neri erano già abbastanza angoscianti, ma per qualche tempo ai fisici si è prospettata addirittura la possibilità che questi vortici cosmici, ricavati dalle equazioni di Einstein, fossero divoratori di ordine e di informazione, oltre che di materia. Negli anni Settanta, Stephen Hawking ha mostrato che i buchi neri «evaporano», emettono cioè radiazione termica, e rimpiccioliscono nel corso del processo sino a scomparire. Ne discendeva una domanda cruciale: l’in formazione inghiottita dal buco nero riemerge oppure no quando il buco nero scompare? Hawking non aveva dubbi: «L’informazione viene cancellata per sempre». A Susskind quell’afferma zio ne è apparsa come una dichiarazione di guerra. Se Hawking aveva ragione, infatti, sarebbe stata la fine del determinismo quantistico, la violazione del fondamentale principio secondo il quale anche nell’infor mazione nulla si crea e nulla si distrugge. La storia di come Susskind sia riuscito, dopo vent’anni, ad avere la meglio su Hawk ing e a ritrovare i bit scomparsi nei buchi neri culmina in un nuovo paradigma: il mondo di cui abbiamo esperienza, come ogni oggetto dell’universo, non è che la proiezione in tre dimensioni di una realtà bidimensionale situata ai confini del­l’uni verso. È il mito platonico a rovescio: le ombre sulla caverna sono reali. Il resto è illusione.
Mille tenere foto di felini provenienti da tutto il mondo. Ritratti fotografici degli animali domestici più amati e dei loro cugini più grandi, suddivise per razza, e che colgono sempre particolari momenti della loro vita: la nascita, il sonno, il cibo, il gioco. Ogni foto è corredata da una didascalia che illustra in modo esauriente le caratteristiche fondamentali di ciascuna specie o razza e racconta i momenti speciali. Il volume si propone quindi come un viaggio fotografico nell'affascinante mondo dei felini di ogni dimensione, con particolare attenzione ai gatti, ma anche come un'opera di consultazione per avvicinarsi al loro mondo, conoscerli, comprenderli e amarli ancora di più.
Traduzione letteraria del Siderius Nuncius di Galileo Galilei con un saggio introduttivo di William Shea. Il telescopio ha cambiato il mondo e ha costretto a rivedere la posizione delle terra nell'universo. Con questo "Avviso" Galileo dava l'annuncio della scoperta di quattro satelliti che ruotavano intorno a Giove, astri medicei. Si interrogava sulla luna, avendone osservata la superficie.
Duecento anni dopo la nascita del grande naturalista e 150 anni dopo la pubblicazione del suo capolavoro L’origine delle specie, questo saggio porta il lettore in un nuovo e affascinante viaggio, alla scoperta delle radici, la natura e la storia del dibattito sull’evoluzione.
Una ricca raccolta di materiale, in gran parte inedito in lingua italiana, mette il lettore a contatto diretto con i protagonisti, le ricerche e le strategie delle diverse parti del dibattito in un’ampia prospettiva, che comprende 3.000 anni di storia della civiltà occidentale.
Il saggio del bicentenario darwiniano. Un viaggio stimolante che tocca le domande più profonde: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.
Questo volume raccoglie i contributi alla terza sessione delle Baxter Lectures, dedicate alla figura di Charles Darwin da una particolare angolazione, rivelata dal loro sottotitolo: L'ecosistema. Uno sguardo rivolto non alla mera celebrazione, ma al farsi vivo del sapere, al futuro, appunto. 11 filo conduttore delle Baxter Lectures è la concezione della materia vivente con le sue forme di organizzazione; dopo "individuo" e "specie", è la volta del livello di materia vivente che si costituisce in "sistema". Quando oggi si parla di ecosistema, si echeggia perlopiù il problema centrale della responsabilità dell'uomo nei confronti della conservazione-riproduzione dell'ambiente (naturale). Ma ecosistema può dirsi in più sensi, come testimoniano i contributi qui riuniti. Si può pensare partendo dall'ecosistema per arrivare all'uomo, seguendo gli approcci dell'ecologia culturale. Oppure tematizzare l'"interazione" concepita come "rete" (network) di comunicazione, scambio, informazione (genetica) fra individui. Si può richiamare anche l'ambiente geologico, l'attenzione di Darwin per il quale è spesso trascurata quando si ricostruisce il suo pensiero. O infine restituire un'immagine complessiva dell'ecosistema come strutturazione di organizzazioni gerarchiche di comunicazione e trasferimento. Di "sistema" l'idea risulterà, con i contributi pubblicati in questo volume, se non compiuta, certamente più ricca di determinazioni e più completa.